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La crisi del Canale di Suez

Le navi si rifiutano di transitare perché temono possibili attacchi militari in conseguenza del conflitto in Medio Oriente. Le nuove rotte prevedono di circumnavigare l’Africa impiegando 10 giorni in più di navigazione con una spesa per il transito nettamente maggiore.

PERCHÉ LE NAVI VENGONO ATTACCATE?

  • Dal 7 di ottobre alcune barche sono state oggetto degli attacchi degli Houthi, un gruppo armato yemenita che ha fatto sapere che gli attacchi sono contro le navi che danno supporto a Israele. L’azione del gruppo armato sarebbe in solidarietà con i palestinesi.

LE ROTTE NEL MAR ROSSO

  • Nell’area in cui avvengono gli attacchi passa il 12% del commercio globale. Attualmente un gruppo di circa 10 Stati, capitanati dagli Usa e tra i quali c’è anche l’Italia, si è accordato per occuparsi di controllare la sicurezza delle navi mercantili. Dall’Italia entro il 24 dicembre dovrebbe arrivare la fregata Virginio Frasan.

GLI ATTACCHI MERCANTILI

  • La situazione nelle acque del Mar Rosso preoccupa a livello internazionale proprio perché si tratta di un importante snodo del commercio mondiale. Gli attacchi nell’ultimo mese sono avvenuti soprattutto tra lo stretto di Gibuti e Yemen, sono stati missilistici, e stanno portando diverse compagnie a deviare le navi.

LE NUOVE ROTTE

  • I nuovi percorsi, per evitare di incontrare il gruppo armato yemenita, evitano quindi la rotta del Mar Rosso e poi del Canale di Suez, tratta che permette a una nave di andare da Rotterdam a Singapore in circa 26 giorni. Si sceglie invece di circumnavigare l’Africa allungando di dieci giorni la durata della navigazione sempre per andare da Rotterdam a Singapore: in questo caso si impiegano 36 giorni.

I COSTI DELLE NUOVE ROTTE

  • Dieci giorni in più, nel commercio globale, sommando tutte le migliaia di navi che devono scegliere questa rotta cariche di container a bordo, si traduce in costi miliardari per l’economia globale


 
 
 

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